Giuseppe Pianese nacque a Civitanova del Sannio (1864-1933).
Si laureò a Napoli nel 1887.
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Nipote per madre del grande clinico medico Antonio Cardarelli. Ebbe con lui un sodalizio intenso che, però, si deteriorò nel tempo.
Diresse dal 1917 al 1933 l’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Napoli dopo la morte di Otto Von Schron.
Come proprio del tempo Pianese era padrone e innovatore della tecnica microscopica sia a livello della fissazione (Sali di cobalto) che della colorazione. All’epoca era famosa la sua tricromica. Citologo finissimo ancora oggi viene riportata la sua tecnica per la colorazione del nucleolo (PIANESE, G. 1896 . Beitrag zur Histologie and Aetiologie des Karzinoms. Beitr.Pathol.Anat.Allg.Pathol. 142: Suppl), che da molti viene considerata tutt’ora insuperata.

Comunicò a Congresso (Roma 1893) la presenza di un parassita da lui messo in evidenza con una speciale colorazione di contrasto.
Ne indicò lo stesso come la possibile causa della morte di un bambino deceduto con i segni dell’anemia splenica.
La scoperta, tuttavia, come spesso si è verificato nella storia della medicina, viene assunta da Sir William Boog Leishman (1865 –1926). Questi nel 1903 identifica il protozoo (lo stesso indicato da Pianese) con una colorazione detta di “Leishman” che altro non è che una variante e semplificazione del metodo Romanowsky.
La profonda e metodica attività di un quarantennio di lavoro è racchiuso nei testi : “Tecnica delle Autopsie” e “Elementi di Anatomia Patologica”.

