Mario Tortora (1909–1994) Casamarciano (Nola-Napoli) è stato un Professore Universitario di Ginecologia e Ostetricia.
Per uno strato gioco del destino ebbe, come Aldo Vecchione, i suoi natali a Nola. Entrambi stranamente hanno avuto un ruolo non secondario nella storia della Citologia Italiana.
Laureato a Napoli in Medicina e Chirurgia nel 1934. Tra il 1938 e il 1939 diviene prima Assistente Ordinario della Clinica e poi Specialista di Ostetricia e Ginecologica. In questo periodo post laurea frequenta, se pur brevemente, sia la Universitäts-Frauenklinik di Berlino che l’Istituto di Istologia dell’Università di Bologna.
Com’è noto nel 1940 l’Italia entrò in guerra. Dal 1941 Mario Tortora prende parte al conflitto in Africa Settentrionale. Nel 1942 fu fatto prigioniero a Badia dalle truppe Inglesi. Internato nel campo di concentramento 309 (El Quasassin, Egitto) assunse la responsabilità del Laboratorio di analisi (Pathological Laboratory) del Campo. I diari e le testimonianze dei reduci italiani descrivono il Campo 309, a circa 30 Km dal canale di Suez, come un luogo isolato e ostile, con un sole implacabile, tempeste di sabbia e una grave carenza di cibo (autobiografia di Roberto Tiberi).
Dagli atti non risulta il tempo di permanenza di Tortora in prigionia. Ma non dovette essere breve e probabilmente consentì a lui ginecologo di familiarizzare sia con il laboratorio di analisi chimico cliniche che con la lingua inglese.
La guerra con gli angloamericani finisce nel settembre 1945 ed almeno da questa data che dobbiamo immaginare il ritorno di Tortora in Italia e alla sua interrotta attività accademica.
Probabilmente è in base all’esperienza maturata nel Laboratorio del Campo di prigionia 309 che il ginecologo Tortora si avvicina ai gruppi sanguigni e alla compatibilità ematica. Nel 1946 entra in contatto con Alexander Solomon Wiener (1907–1976). Questi, statunitense, specializzato in medicina legale, sierologia e immunogenetica. Il suo lavoro nel 1937 lo aveva portato insieme a Karl Landsteiner alla scoperta del fattore Rh.
Entrambi per tali ricerche nel 1946 ricevettero il premio Lasker.
Wiener, generosamente, come detto fornisce a Tortora, di cui diventerà amico, una piccola quantità di siero anti-Rh. Tortora inizialmente istituisce un laboratorio di ricerca sul sistema Rh. Lo stesso, dopo una breve esperienza nel 1950 alla “Blood BanK” della NY University, attiva la prima banca del sangue presso la Clinica Ostetrica dell’Università di Napoli una delle prime realtà del mezzogiorno.
Tortora. Inoltre, fu uno dei pionieri della esanguino-trasfusione in Italia.
La effettua a Napoli nel 1959. La procedura era stata eseguita la prima volta in assoluto con successo nel 1945 dal medico Harry Wallerstein.

Oltre ciò Mario Tortora è ritenute essere colui che ha introdotto in Italia il Pap-Test il test di screening per la individuazione del cancro della cervice uterina e dei suoi precursori.
Le cose non stanno esattamente così.
Vero è che certamente Paolo Tortora con una Borsa Fulbright incontra alla Cornell University di NY l’anatomico greco George N Papanicolaou. Questi nel 1943 aveva pubblicato con il ginecologo Albert Traut il testo “Diagnosi of Uterin Cancer by vaginal smears”.
Tortora ne resta fulminato. Lui stesso si applica addirittura nella diagnostica microscopica. Soprattutto ne intuisce il ruolo nella diagnosi precoce. Lo introduce, come per l’Rh, inizialmente, nell’Università di Napoli.
Uno strano intreccio lega Papanicolaou a Tortora.

Come il primo non inventò il test che pure porta il suo nome ma fu piuttosto il medico rumeno Aurel Babes, così Tortora non introdusse il Pap Test in Italia. Questi fu sempre un ginecologo Odorico Viana di Verona. Viana all’indomani del lavoro scientifico di Babes applica il metodo e pubblica anche i suoi dati preliminari.
Per inspiegabili motivazioni Mario Tortora non avrà mai la cattedra universitaria a Napoli cui pure aveva donato le sue intuizioni.
Accademicamente nel 1960 si sistemerà a Ferrara la città dove Giorgio Bassani ambienta il suo “Giardino dei Finzi-Contini”.
Qui Tortora organizzerà quello che ancora attualmente è il più capillare “screening” di massa citologico del carcinoma della cervice uterina d’Italia (vedi Foto in Evidenza).
Mario Tortora fondò ed è stato per moltissimi anni (1959-!975) Presidente della Società Italiana di Citologia Clinica e Sociale a mia conoscenza tutt’ora attiva.

